Perché quando comunichiamo interruzioni al servizio non si avvertono disagi?
Probabilmente i serbatoi a servizio del condominio o dell’abitazione sono adeguati alle necessità di consumo.
In pratica si utilizza l’acqua contenuta in essi.
Nelle abitazioni prive di riserve proprie di accumulo, si continua ad utilizzare l’acqua ancora presente nelle tubature della rete pubblica, fino al loro totale svuotamento.
Perché a volte si continuano ad avvertire disagi anche dopo il ripristino dell’erogazione?
Occorre aspettare che in tutta la rete si ripristinino le condizioni di flusso sufficienti a garantire la giusta pressione.
In pratica ci vuole tempo perché le reti si riempiano nuovamente, e la velocità di riempimento è legata ai consumi degli utenti.
Perché l’acqua a volte arriva solo ai piani inferiori?
Abbiamo cura che l’acqua arrivi al punto di consegna su cui è installato il misuratore, garantendo una pressione minima di 0,5 atmosfere come indicato dalla Carta del SII ai sensi della deroga prevista dal DPCM 4 marzo 1996 in considerazione delle peculiari caratteristiche geo-morfologiche e climatiche del territorio servito. Solitamente la pressione è superiore e consente all’acqua di raggiungere il primo piano. Negli edifici a più piani, l'acqua ha bisogno di essere accompagnata verso l'alto: per questo è buona regola che lo stabile sia dotato di dispositivi interni che assicurino una distribuzione adeguata a tutti i livelli. Si tratta di un aspetto dell'impianto dell'edificio, che è nella disponibilità del condominio o della proprietà. In caso di dubbi, siamo a disposizione per aiutare a distinguere le situazioni legate alla rete pubblica da quelle legate all'impianto interno.
Perché nello stesso abitato le condizioni del servizio possono essere diverse?
Dipende principalmente dalle quote altimetriche: le zone alte degli abitati sono spesso più critiche di altre perché a parità di pressione in rete occorre superare un maggiore “dislivello” per servire le abitazioni.
In pratica nelle zone alte degli abitati, in caso di riduzione di pressione, la rete fatica a riempirsi ed a garantire un livello ottimale di servizio.
Perché dopo un intervento si esegue il ripristino del manto stradale prima in maniera provvisoria e solo dopo in via definitiva?
Il ripristino del manto stradale si esegue in due fasi successive, secondo le modalità stabilite dal regolamento del Comune in cui si interviene. Nella prima fase la fascia interessata dallo scavo viene richiusa e sigillata con uno strato di conglomerato bituminoso, il cosiddetto binder. È un ripristino provvisorio: restituisce la strada al transito in sicurezza nel tempo più breve possibile. Nella seconda fase si esegue il ripristino definitivo: la pavimentazione viene fresata per la semi o l’intera carreggiata e poi si stende il tappetino d'usura, il cosiddetto asfalto, che riporta il manto stradale alla condizione originaria. L'intervallo tra le due fasi permette al materiale di riempimento di assestarsi e garantisce la planarità nel tempo della pavimentazione definitiva. La durata di questo intervallo è di norma fissata dai regolamenti di ciascun Comune e può variare per diversi fattori: stato di assestamento dello scavo, condizioni meteorologiche o eventuali richieste di nuovi allacciamenti. Il ripristino definitivo solitamente avviene a una distanza di 2 - 3 mesi da quello provvisorio.
In caso di interventi sulle reti idriche o sulle condotte in pressione in generale, il ripristino provvisorio consente, inoltre, di effettuare le prove di tenuta sulle tubazioni e di individuare e riparare eventuali perdite, preservando così la pavimentazione definitiva.
Per superare al meglio eventuali interruzioni di servizio e/o riduzione di pressione nelle reti, consigliamo:
- di alloggiare i serbatoi al piano terra o negli scantinati, in modo tale che possano sempre riempirsi durante le ore di piena erogazione.
- di installare serbatoi con una capacità sufficiente a contenere tanta acqua quanta ne serve quotidianamente, garantendone, così, un adeguato ricambio.
Per assicurare migliore igienicità all’acqua accumulata nei serbatoi privati, consigliamo:
- di realizzarli preferibilmente in acciaio inossidabile o in cemento armato,
- di realizzarli ispezionabili da ogni lato,
- di pulirli almeno una volta all’anno effettuando contestualmente una disinfezione,
- di dotarli di scarico di fondo e di sfioratore di massimo livello,
- di non collocare nel locale né la centrale termica né le riserve di carburante o materiali in disuso,
- se ci sono diversi serbatoi, di collegarli in serie e di fare in modo che essi siano costantemente attraversati dall’acqua di rete
- che la tubazione in arrivo eroghi acqua a caduta libera visibile al di sopra del livello massimo consentito dal recipiente ricevitore, per evitare che l’acqua in uscita possa ritornare nel tubo adduttore.
