Investimenti per 532,9 milioni di euro. Valore della produzione di 731,2 mln, utile d’esercizio di 12,8 totalmente reinvestito. Intrapresa una politica strutturale di contenimento dei costi
Bari, 6 maggio 2026 – L'Assemblea degli Azionisti di Acquedotto Pugliese (AQP), che nella nuova gestione in house vede i Comuni al fianco della Regione Puglia, ha approvato il Report Integrato 2025. Il documento unisce la rendicontazione economico-finanziaria e quella di sostenibilità della gestione del Servizio Idrico Integrato (SII) in Puglia e in 12 comuni della Campania.
Nel 2025 AQP ha consolidato gli investimenti finalizzati a innovare il sistema e gestire la crisi climatica. I 532,9 milioni di euro impiegati — 1,46 miliardi nell’ultimo triennio — confermano un piano infrastrutturale attento alla crisi idrica, con ricadute positive sulla riduzione delle perdite, tema su cui l’azienda continua a investire. Il valore della produzione è in crescita a 731,2 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 269,3 milioni e un utile d'esercizio di 12,8 milioni interamente destinato a nuovi investimenti.
AQP, nel contempo, ha intrapreso una politica strutturale di contenimento dei costi, pilastro centrale del nuovo Piano Industriale. L’obiettivo è contrastare l'incremento di oneri esogeni e non comprimibili — in particolare quelli energetici — per garantire una tariffa sostenibile a beneficio della collettività. Le misure già attuate includono la riduzione delle spese discrezionali (consulenza e relazioni pubbliche), l’ottimizzazione del parco mezzi e della mobilità aziendale, nonché l’avvio di un piano di razionalizzazione dei processi gestionali e amministrativi.
Il Report fotografa la gestione della crisi idrica, che nel 2025 ha raggiunto il suo picco. Acquedotto Pugliese è riuscito a soddisfare il fabbisogno di oltre 4 milioni di persone prelevando dall'Ambiente 472 milioni di metri cubi d'acqua — il minimo nell’ultimo quarto di secolo — con un risparmio idrico di oltre 21 milioni di metri cubi rispetto al 2024 e circa 116 milioni rispetto al 2009. Il servizio è stato garantito in tutto il territorio anche grazie a una razionalizzazione delle pressioni idriche dal doppio beneficio: ha evitato il rischio di deficit e comportato un minore stress della rete, utile per ridurre i guasti e le perdite.
Con la crisi idrica è cambiato sensibilmente il peso delle fonti. Il contributo delle sorgenti - le più efficienti, perché fluiscono in gran parte per gravità e richiedono trattamenti minimi - è stato inferiore del 22% rispetto al 2024. È aumentato di conseguenza il volume immesso nel sistema proveniente dagli invasi, soluzione che ha comportato una potabilizzazione più intensa e un pompaggio maggiore. Si spiega così l’aumento del 3% del consumo di energia, a circa 528 GWh, valore tuttavia contenuto dall’efficientamento complessivo del sistema e mitigato dall’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, cresciuta fino a 9,41 GWh.
È proseguita la spinta verso l’economia circolare e la diversificazione delle fonti. I 47 impianti di affinamento configurati, e 9 in esercizio a fine 2025, consentono il riutilizzo delle acque depurate, risorsa sempre più strategica in uno scenario di scarsità strutturale. Le 167.000 tonnellate di fanghi di depurazione prodotte sono state integralmente destinate al riutilizzo. Rispetto alle nuove fonti, nel 2025 ha preso avvio il cantiere per la realizzazione del dissalatore a servizio di Taranto, un’importante fonte autonoma in un’area particolarmente esposta alle crisi idriche poiché alimentata da una sola fonte extraregionale, lo schema Sinni-Pertusillo. L’impianto dal 2027 migliorerà la sicurezza idrica di 385mila persone nel versante ionico pugliese.
Il 2025 è stato anche un anno di svolta istituzionale. A giugno l'Autorità Idrica Pugliese (AIP) ha disposto l'affidamento in house ad Acquedotto Pugliese della gestione del Servizio Idrico Integrato per l'Ambito Territoriale Ottimale Puglia dal 2026 fino al 2045. L'azienda, che nell’iter legislativo è stata dichiarata di rilevanza strategica per l’interesse nazionale, ha visto i primi Comuni pugliesi entrare nella propria compagine azionaria, con un nuovo modello di governance che allarga il controllo pubblico e rafforza il radicamento territoriale del gestore.
A tenere insieme questo sistema ci sono i 2.242 Acquedottisti, le persone di AQP. Nel corso dell'anno hanno assicurato continuità del servizio a oltre 4 milioni di concittadini in 260 comuni, gestendo un sistema fra i più complessi d’Europa che supera i 20.000 chilometri di condotte idriche, i 14.000 di rete fognaria, conta 185 depuratori, 169 pozzi, 5 impianti di potabilizzazione, 2 sorgenti e migliaia di altre opere acquedottistiche.
L’intero report integrato è disponibile sul sito Acquedotto Pugliese (www.aqp.it) e sul sito dedicato alla sostenibilità di AQP (https://reportsostenibilita.aqp.it/).
Scheda Highlights Report Integrato 2025
