
Ci sono idee che arrivano prima del loro tempo e che, proprio per questo, riescono a cambiarlo.
È il caso della visione di Camillo Rosalba, funzionario del Genio Civile, nato il 27 settembre 1825. Nel 1868 individua nelle sorgenti del Sele, a Caposele, la risposta possibile alla storica scarsità d’acqua della Puglia.
Il suo progetto è audace: attraversare l’Appennino, superare ostacoli tecnici allora considerati quasi insormontabili e realizzare un canale capace di condurre l’acqua fino alla Puglia. L’ipotesi incontra inizialmente scetticismo, soprattutto per la complessità delle gallerie da realizzare con i mezzi disponibili all’epoca.
Eppure, proprio in quella intuizione prende forma uno dei principi che guidano, negli anni successivi, la nascita del grande sistema acquedottistico pugliese.
A 201 anni dalla nascita di Camillo Rosalba, ne ricordiamo la lungimiranza: la capacità di immaginare una soluzione quando ancora sembrava impossibile realizzarla.
Una storia di coraggio e visione che appartiene ancora oggi alla nostra identità.

