La sperimentazione avviata in Puglia e il confronto tra i partner italiani e greci segnano un nuovo passo avanti del progetto ECO FLOW finanziato dal Programma Interreg VI-A Grecia-Italia 2021-2027 contro scarsità idrica e cambiamenti climatici
Trasformare le acque reflue trattate in una risorsa per l’agricoltura e ridurre la pressione sulle fonti idriche convenzionali. È questo l’obiettivo di ECO FLOW – Environmental Climate Opportunities For Low-impact Options in Wastewater Treatment, progetto cofinanziato dal Programma Interreg VI-A Grecia–Italia 2021–2027, nato dalla capitalizzazione dell’esperienza Re-Water e finalizzato a promuovere soluzioni più circolari ed efficienti nella gestione della risorsa idrica.
Il 1° ottobre 2026, i sei partner di ECO FLOW si sono riuniti ad Arta, in Grecia, per fare il punto sullo stato di avanzamento delle attività e coordinare le prossime fasi del progetto.
All’incontro hanno preso parte Acquedotto Pugliese S.p.A. (AQP), in qualità di Lead Partner, insieme agli altri partner di progetto: l’Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali della Regione Puglia (ARIF), l’Università degli Studi della Basilicata e le aziende municipalizzate del servizio idrico di Arta, Dymaion e Corfù.
Una giornata di confronto operativo iniziata con la visita all’impianto di trattamento delle acque reflue di DEYA Arta, dove i partner hanno approfondito le caratteristiche dell’infrastruttura e le possibili applicazioni delle acque trattate nell’ambito delle azioni pilota. Il valore transfrontaliero di ECO FLOW si esprime proprio nello scambio tra i territori coinvolti, chiamati a confrontare soluzioni in contesti diversi ma accomunati dalle stesse sfide legate alla scarsità idrica e alla gestione sostenibile dell’acqua.
In parallelo, in Puglia, il progetto è entrato nel vivo della sperimentazione sul campo presso il sito pilota di Acquedotto Pugliese a Gallipoli.
Qui, 60 giovani ulivi delle cultivar Favolosa e Lecciana, entrambe resistenti alla Xylella, forniti da ARIF, hanno trovato una nuova casa e sono ora protagonisti della fase sperimentale.
Sulle piante vengono valutati gli effetti delle diverse fonti idriche, attraverso continui monitoraggi della qualità dell’acqua, dei parametri del suolo e dello stato di salute e sviluppo degli ulivi.
Il confronto tra le esperienze pilota sviluppate in Italia e in Grecia consentirà di mettere a sistema dati, competenze e risultati, sostenendo la definizione di soluzioni replicabili e trasferibili nell’intera area di cooperazione Grecia–Italia.
Con un budget complessivo di circa 1,58 milioni di euro, ECO FLOW punta a trasformare i risultati delle attività pilota in soluzioni replicabili e condivise tra Italia e Grecia, contribuendo alla definizione di una strategia transfrontaliera per un uso più sostenibile, efficiente e resiliente dell’acqua.

